lunedì 30 maggio 2011
Politica finta quanto la televisione
A chi poco, a chi molto, a chi per niente importa di coloro che vinceranno le amministrative. Sicuramente qualcuno le vincerà, ma altrettanto sicuramente non saranno i cittadini a vincere: la politica ha già perso; non c’è società senza politica e, se la politica ormai è alla fine, ecco perché ci sembra di vivere in una società che non è degna di tale nome. Una società è organizzata, in una società c’è competizione, per raggiungere il potere è vero, ma è pur sempre democratica competizione intellettualmente preparata. Nell’accozzaglia in cui viviamo, nel raggruppamento di individui collegati tra loro dai gossip, dai mondi fantastici e finti della televisione, ci sono solo il favoritismo, i salamelecchi e il concedersi a tutto pur di arrivare ad un punto dove si guadagna senza fare un bel niente. La politica si è modellata al mondo televisivo, della fantasia, del vivere comodi con il minimo sforzo. L’agenda politica cambia in base alle opinioni del pubblico televisivo, tutto è diventato marketing e se i leghisti, concentrati sul voto di Milano, dicono di voler portare i Ministeri in Lombardia, poco importa se poi magari un giorno il ministro all’economia sarà il Trota, ché non è la sua ignoranza a fare audience, ma la novità dei Ministeri a Milano: e accontentiamoci delle novità. Non fa audience la sua ignoranza come la fedina penale sporca di un candidato sindaco, oppure l’alto chilometraggio di una hostess che oltre a pagarla con i soldi dei contribuenti, la devono chiamare anche Onorevole. Bisogna svegliarsi, bisogna che i giovani con delle capacità stacchino la lingua dai piedi del potente di turno e la utilizzino per esternare le proprie idee, per mandare a quel paese tutti i politici da destra a sinistra che ci stanno affogando nel buio della non partecipazione, perché concentrati a girare le proprie fiction. La televisione è in fondo una scatola, chiunque può metterci dentro ciò che ci vuole far trovare quando andiamo ad aprirla. Se staccassimo per qualche minuto il cavo dei nostri pensieri e delle nostre riflessioni dalla USB televisiva e lo collegassimo per qualche minuto alla vita che viviamo tutti i giorni, sarebbe sì un ritorno alla realtà. Dovremmo dare opinioni in relazione alla vita quotidiana, la vita di difficoltà di tutti i giorni, non alle scene e parole finte montate dalle regie degli sceneggiati politici televisivi.
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